Testimonianze

Alcuni pensieri degli ospiti e dei loro familiari

Avvocato Sandra Saponaro

Voglio esserci anche io a festeggiare i 60 anni dell’Istituto di Santa Teresa, dopo due anni trascorsi a guardare dietro i vetri e con la mascherina, quei volti forzatamente isolati e per alcune senza neppure sapere perché. Tra quelle donne spaurite e ignare c’era anche mia madre che, con la stessa dolcezza e serenità con cui ha vissuto, qualche mese fa se ne è andata, in punta di piedi, senza fare rumore. Sono qui per ricordarmi di lei, perché qui, insieme e grazie a tutte le Suore di Santa Teresa, sono riuscita ad attraversare il dolore, accettarlo e a trasformarlo. E ciò è stato possibile perché il sorriso, la dolcezza, l’affetto spontaneo di ogni suora mi ha accompagnata e sostenuta in questi ultimi anni insieme a mia madre, che già da molto tempo si era staccata da me, ma non io da lei. La dedizione e l’amore incondizionato per i più fragili è quello che mi ha colpito sin dal primo momento in cui sono entrata in questo Istituto, ma quello che rende speciale questa grande famiglia è il fatto di considerare ogni ospite nel suo individuale “disagio” e, ciò nonostante, coinvolgerlo in ogni attività quotidiana per restituirgli dignità e, per quanto possibile, dare un senso ad ogni esistenza. Nelle mie costanti visite alla mamma ho sempre verificato come ogni singola ospite fosse curata nell’abbigliamento, magari con una collana o un’altra piccola civetteria, segno non solo di umano rispetto, direi di attenzione per il passato di ogni ospite, anche quando quel passato sembra scomparso nel nulla. La stessa cura è nella pulizia degli ambienti, nella qualità del cibo, nell’animazione e nell’attenzione alla salute. Cosa posso aggiungere… posso solo ringraziare con il cuore e dire a tutte le Suore soltanto grazie per esistere, per essere state al mio fianco in questo percorso doloroso in cui giorno dopo giorno ho visto “svanire” la mia mamma.

E grazie per quello che continuate a fare, giorno dopo giorno sempre con la stessa dedizione e incondizionato amore per il prossimo.

Okhotsimskaya Tatiana

Questa villa con giardino e grotta con la Madonna ha ricevuto tanto tempo fa il nome bellissimo di SANTA TERESA DI BAMBINO GESU’.
Qui sono vissute tante persone, ci viviamo noi e ci vivranno nuove persone. Ci sono i parenti, gli amici, le nostre suore Oblate che ci hanno ospitato in questa bella casa dedicata a Santa Teresa di Lisieux che era una giovanissima ragazza ma già conteneva dentro di sé una persona matura e decisa – il credo puro a Dio, la fedeltà alla chiesa, l’amore grande per Maria e per il Bambino Gesù.
Noi abbiamo bisogna di cercare la strada per la serenità come aveva fatto Santa Teresa. Certo, non è semplice per nessuno, ma possiamo provare e riprovare per arrivare alla nostra vera gioia e tranquillità vivendo qui, anche per tutti i nostri cari, che hanno i loro genitori o i loro parenti e che devono imparare a capire come arrivare alla felicità prendendo come esempio la vita della giovane Santa. Auguri alle Suore, al personale, agli ospiti, ai parenti e agli amici!

Testimonianze » Istituto Santa Teresa del Bambin Gesù

 

 

Comune di Firenze   –   Assessorato educazione welfare e immigrazione

Appena si aprono le porte dell’Istituto Santa Teresa del Bambino Gesù si respira aria di casa e di famiglia, e si sente subito sulla pelle il significato delle parole accoglienza, premura e calore umano. Entrando si percepiscono la dedizione e la passione con la quale le Suore Oblate e tutto il personale si dedicano agli ospiti, prendendosi cura di loro e mettendo la persona con le sue esigenze, di vita e di salute al centro.

Gli anziani sono un tesoro per la nostra comunità, il loro benessere è importante sia per loro che per la collettività e qui se ne prendono cura con amore. Per Papa Francesco “L’anziano non è materiale di scarto ma una benedizione per la società. Gli anziani sono la radice dell’albero, e i giovani sono come i fiori e i frutti, se non viene il succo dalla radice mai potranno fiorire. Tutto quello che l’albero ha di fiorito viene da quello che ha di sotterrato; tutto quello che di bello ha una società è il rapporto con le radici, gli anziani”.

A San Domenico ogni giorno viene coltivata la radice dell’albero che non smette mai di germogliare: dalla radice ovvero dai nostri anziani abbiamo sempre qualcosa da imparare. E quando ci chiudiamo alle spalle le porte dell’Istituto si esce più ricchi di quando siamo entrati, perché trascorrere del tempo con loro contribuisce a ereditarne le qualità migliori, la memoria e le conoscenze storiche, che sono un patrimonio da non perdere ma da valorizzare.

Un sincero grazie alle Suore Oblate nel 60° anniversario dell’attività dell’Istituto, in questa giornata di festa dedicata a Santa Teresa del Bambin Gesù.

Sara Funaro         1° Ottobre 2022

Valeria Rondoni

LA CASA SANTA TERESA
DEL BAMBINO GESU COMPIE 60 ANNI!

Ai piedi della collina di Fiesole, salendo su per la bella via di San Domenico, poco lontano da piazza Edison, troviamo la residenza Casa Santa Teresa del Bambino Gesù, contornata da ulivi, alberi e un giardino con una magnifica terrazza panoramica. Gli ospiti della struttura godono della natura intorno a loro, dei tanti uccellini ed anche qualche scoiattolo che corre tra i rami o sul prato di fronte, dei tanti i vasi di fiori tutt’intorno e si sa che un’area comune nel verde è già di per sé un’ottima terapia per la serenità di tutti. E proprio parlando di serenità questa di fatto non manca agli ospiti della casa, che ricevono ogni servizio di tipo sanitario e assistenziale, ma in particolar modo sociale. La casa diventa una grande famiglia, vissuta tanto in spazzi privati che nelle aree comuni, con ritmi che scandiscono le giornate, gli ottimi pasti cucinati dalla brava cuoca, il thè coi biscotti del pomeriggio, le feste di compleanno e quelle religiose, le attività motorie di gruppo e individuali, e tutte sono gestite al meglio sia per gli autosufficienti sia per chi non lo è. La presenza continua in struttura delle infermiere e del medico rende poi assai più piacevole il soggiorno a chi si trova in stato di necessità, e dà più sicurezza a coloro che vedono i loro cari perfettamente assistiti. Una parola di non secondaria importanza va detta sia verso le brave suo-re, affettuose e sempre presenti e attente, sia verso il personale che opera all’interno della casa di riposo. L’attenzione verso la relazione coi pazienti è sicuramente al centro e qui ritroviamo la bellezza di una atmosfera di rispetto e affetto spirituale. Chi sta scrivendo ha la propria mamma in questa casa da una decina di anni, così posso scrivere sull’esperienza diretta! Concludendo tanti, ma tanti auguri per i 60 anni compiuti da questa grande e bellissima casa!

Brini Vilma

Quando sono venuta, ho lasciato la mia famiglia, ma ne ho trovata una più grande dove ho trovato la gioia e l’amore. Non mi sono mai mancati gli amici perché in questa casa li ho trovati perché loro condividono con me la gioia e la tristezza. Nel mio cammino non è mai mancata la preghiera, perché questa è una casa di preghiera. Non mi è mai mancato l’aiuto nel bisogno perché ci sono diverse mani che mi aiutano. Sono 15 anni che sono in questa struttura ma preferisco definirla una fa-miglia, dove c’è gioia, fiducia e accoglienza. Ero ammalata gravemente, grazie agli operatori sanitari, e in modo particolare alle suore e ai medici che mi hanno aiutata a migliorare la mia condizione di salute, un passo alla volta sono arrivata alla mia condizione attuale. Questa grande famiglia ci aiuta anche un punto da vista spirituale ed emotivo. Non possiamo dimenticare il sorriso delle suore che ci accoglie e la voce della preghiera che ci accompagna durante il nostro percorso fino agli ultimi momenti della vita.

Grazie di cuore

Toscana-oggi-Fiesole-Natale-alla-Casa-di-Riposo-Santa-Teresa-del-Bambin-Gesù
Incanto di Natale alla Casa di Riposo Santa Teresa del Bambino Gesù

Maresca

Mia mamma ultranovantenne, all’inizio affetta da una forma grave di demenza senile e, successivamente, non più autosufficiente, è stata per oltre 2 anni ospite della RSA gestita dalle Suore Ospitaliere Francescane in Via San Domenico 46 a Firenze.

Le considerazioni sul periodo di mamma trascorso possono essere solo estremamente positive, di seguito cercherò di esporre le varie motivazioni.

La costruzione è bella, curata, con ampi ambienti, immersa nel verde: conoscenti e familiari la prima volta che andavano a visitavano mamma restavano stupiti dalla struttura, le camere, i bagni e l’attenzione all’igiene.

La cucina è attenta alle esigenze di ognuno, adeguandosi alle necessità, il pranzo è servito nella stanza dedicata.

Quotidianamente sono svolte attività di socializzazione nella sala preposta e oltre alle ricorrenze religiose, altri momenti sono occasioni di incontro e socializzazione con tutti i familiari, festa: di primavera, della castagna, ecc…

Il monitoraggio allo stato di salute è più che attento: i familiari sono immediatamente informati di eventuali criticità.

Il rapporto umano di tutte le persone che operano all’interno della RSA; religiose e no, è sempre improntato a cortesia e umanità e non sarò mai abbastanza a loro grata.

Sapere che mamma è stata curata, accudita, pulita, seguita con attenzione e amorevolezza è stato rasserenante per me.

Spero che quando sarà il mio momento, ci sia un posto per me.

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lo apprezzeremo moltissimo